Il nuovo romanzo di Micheal Connelly è uno dei libri novità più importanti dell'ultimo periodo, un thriller con protagonista Harry Bosch. Si tratta di una novità molto attesa dai lettori del maestro americano, ambientata come sempre a Los Angeles. In questo libro Bosch deve indagare sulla scomparsa di Marie Gesto, appena fuori un supermarket. Il suo corpo però non era mai stato rinvenuto e Bosch non era riuscito a scoprire l'assassino. Ora il detective nel romanzo indaga di nuovo su questo delitto.L'opera è stata apprezzata sia dai lettori che dalla critica, per la trama perfettamente intrecciata e il solito stile di Connelly capace di descrivere i personaggi con grande efficacia. Il libro è edito dalla Piemme e non è una novità, dato che tutti i romanzi di questo scrittore sono stati pubblicati da questo editore. Sicuramente è un'ottima lettura per gli appassionati del genere giallo e thriller.
Ho scritto “Un anno senza canzoni” per raccontare la solitudine e la profonda infelicità di una ragazzina apparentemente non a rischio. E’ intelligente, bellina, brava a scuola, non beve e non si droga, ha una famiglia senza problemi economici. La solitudine degli adolescenti è un tema che mi commuove molto, per conseguenza questo è un libro molto diverso da altri che ho scritto. Io sono timida, e certo non sono tagliata per esprimere la mia commozione tanto che, a volte, penso di aver proprio sbagliato mestiere. Uno scrittore deve spiattellare i propri intimi sentimenti in modo molto più immediato di quanto facciano pittori o musicisti. Noi ci scopriamo in caratteri neri su carta bianca, in parole contenute nel dizionario. Ci si può mascherare un po’ dietro a varie forme di sperimentazione, ma un lettore mediamente accorto ci becca subito. Per questo “Un anno senza canzoni” – certo il mio libro più tragico - è forse anche quello più divertente. C’è qualcuno che si ricorda “Zazie dans le Métro” Era una vicenda che si svolgeva in un ambiente tragico e si concludeva con una carneficina. L’autore aveva la massima partecipazione per la sua storia, la massima simpatia per i suoi personaggi eppure il romanzo era irresistibilmente spiritoso. E’ come uscire nel bosco da soli, al buio, e fischiare per darsi coraggio.
E' un romanzo che descrive in modo analitico la psicologia femminile con una grande capacità da parte dell'autore nel far vivere ogni singola scena, ogni singolo momento, ogni attimo, grazie a un'alchimia di parole, composte proprio per catturare il lettore. Un modo insolito per descrivere Cosa Nostra, non con i classici stereotipi ma dove prevalgono le emozioni, i sentimenti, le passioni...
Un bravissimo Salvo Sottile in grado di poter regalare emozioni vive e una storia coinvolgente.
amaraAdolescenza è il racconto di Luca, diciottenne introverso e sognatore in cerca di un’identità, di un amore, ma, soprattutto, di un posto dove trovare la felicità... Ma è anche la storia di Francesco, di Veronica, di Elisabetta e di Lorenzo...
Daniele Luciani è nato a San Benedetto del Tronto (AP) il 17/12/1982. amarAdolescenza è il suo primo romanzo.
Una storia breve ma intensa per l´intreccio di sentimenti che legano i due protagonisti, dai caratteri apparentemente opposti (l´uno fragile e l´altro coraggioso ed orgoglioso) ma che alla fine si riveleranno complementari se non uguali. Raccontata da due differenti punti di vista (quello di lei e quello di lui), di un rapporto d´amore destinato a concludersi. O forse no.Un racconto intenso, emozionante che mette a nudo il profondo amore di lei e la raffinata intelligenza di lui e che amalgama e confonde non solo i personaggi ma anche il lettore in un finale a sorpresa.Nessuno vuole essere dimenticato in questa vita, nè chi riceve del male ne chi lo da, quest´ultimo con il solo intento a volte di fare del bene…ALCUNI LETTORI HANNO COMMENTATO:“Il tuo è un libro assolutamente da leggere. Nessuno vuole essere dimenticato in questa vita: è vero. Ma quando si fa del bene, senza interesse, sono soprattutto gli altri che non ti dimenticheranno. Quando, incapaci di concedere un generoso perdono, non riusciamo a dimenticare chi ci ha fatto del male, l´oblio, tuttavia, può venire in aiuto. L´oblio è una rimozione, una sorta di perdono inconscio nei confronti di chi ci ha causato un dolore profondo. Ma non sempre l´oblio o la capacità di perdonare ci soccorrono. In questi casi, certo, anche il malvagio sopravvive, nostro malgrado, nel ricordo e ci tormenta. Il peggio, tuttavia, si ha quando il danno è fatto in buona fede, o addirittura, quando il male viene fatto con l´intento di voler fare del bene. Un paradosso frequente, ma dagli esiti devastanti”.Sergio, 61 anni, Torino“Il titolo, così come l’intera storia, è molto intrigante; esprime molto mistero”. Maurizio, 24 anni, Casale di Scodosia (Veneto)“Il tuo racconto è bellissimo, forse perchè certi dolori appartengono un po' a tutti....Grazie di cuore!”. Alice, 38 anni, ViterboINFORMAZIONI:Titolo: Affinché non ti dimentichi di meAutrice: Martina CampolongoPrezzo di vendita € 10, 00Copertina Morbida - Formato 12x18 - bianco e neroacquistabile sul sito www.ilmiolibro.it
Guglielmo, uomo maturo di quarantacinque anni, e Giulia, giovane donna nel fiore della sua bellezza ed esuberanza, scoprono un legame unico - una passione travolgente che supera anche la fisicità per andare a sfiorare le corde più intime delle loro anime.
Immaginate la ragazza di Giovanni Catalano (Lampi di Stampa, Collana Festival a cura di Valentino Ronchi, 2009).
(…)
Immaginatela che corre verso la camera e il divano, l’andatura timida, inesperta. E che ritorna stretta nei vestiti mai provati, regalati dalla madre.
Immaginate la ragazza, certo, ma non solo. Perché qui si tratta di un piccolo calibrato canzoniere, fitto di amori e di visioni ottenute attraverso lenti deformanti - o formanti, a seconda dei punti di vista. Scene, luoghi e personaggi dall’oggi che si ripresentano in una sorta di eterno ritorno ma anche improvvise sortite nell’infanzia e nell’adolescenza, o anticipazioni di un futuro ancora lontanissimo eppure già profetizzabile. Prefazione di Gianluca Chierici e postfazione di Domenico Cipriano.
Note per una guida alla lettura dell'autore
A guidare la raccolta è la suggestione che lo sguardo sia un atto di creazione del mondo. Lo sguardo non è un mezzo di scoperta della realtà ma un puro atto di invenzione. La luce investe le cose, le plasma e le disfa, le ricrea continuamente prima di venire riflessa verso i nostri occhi, che subiscono la stessa sorte. La realtà cambia due volte, con essa l’occhio che la osserva. Come a dire che siamo inconsciamente responsabili di tutto quello che esiste, dentro e fuori di noi, anche di ciò che avviene per caso, solo per esserci svegliati e aver aperto gli occhi. Anche i rapporti interpersonali sono uno scambio osmotico, una reciproca metamorfosi, un goffo tentativo di avvicinamento che spesso ci allontana dall’altro ancora di più. Anche perché, una volta creato il mondo, abbiamo bisogno di fabbricare delle lenti, dei filtri, degli schemi mentali che ci permettano di muoverci tra le cose, misurarne la distanza, studiarne l’importanza nella nostra vita. Siano queste lenti di ingrandimento, lenti da telescopio, lenti per correggere le nostre miopie, ogni lente a suo modo distorce, deforma, inevitabilmente ci isola, ci divide dal mondo. Tra l’amore e l’attesa dell’amore, tra la morte e la paura della morte, siamo fragili e soli, infelici perché incapaci di accettare i cambiamenti. Eppure abbiamo assistito a lampi di felicità che valgono forse i più densi dolori e le speranze deluse. Per questo sentiamo di dover intraprendere un viaggio, attraversare città visibili e invisibili, per dirla alla Calvino, alla ricerca dei nomi con cui un giorno potrebbero chiamarci. Ma l’uomo moderno sa anche che c’è un limite ben descritto dal principio di indeterminazione di Heisenberg e da tutta la meccanica quantistica. L’esistenza ha lasciato il posto alla probabilità, passato e futuro sono ugualmente incogniti, mondi possibili e paralleli che si realizzano nella nostra labile memoria e nei sogni, nei libri, negli altri. Il presente invece è privo di durata, la scrittura non riesce a coglierlo, la poesia lo insegue ma giunge sempre un attimo in ritardo insieme alla nostalgia e al dubbio che ci sia stato davvero quel momento. Il poeta sente le contraddizioni a cui è condannato eppure non può fare a meno di cercare un significato, una via d’uscita, di proseguire il viaggio. E ogni viaggio ha senso solo se prevede un ritorno, qualcuno a cui raccontare di quei luoghi esotici davanti a souvenir e fotografie, qualcuno che ci aspetta dietro i vetri.
Dalla prefazione di Gianluca Chierici:
"... Nei dipinti, nelle linee essenziali dei ricordi, nella materia che si abbandona al futuro, l’occhio rivela le svolte che ci conducono di soglia in soglia, fino alla prossima fioritura. Quasi in una preghiera laica, quadripartita, nel tentativo di vegliare se stessi, all’interno della fabbrica involontaria del divenire, l’uomo e la donna si attraversano per ricordarci cosa stessimo cercando, e ancora cosa avremmo / potuto. "
Dalla postfazione di Domenico Cipriano:
"... La tensione dell’amore, sia essa illusione o realtà, può originarsi in tanti modi, avere innumerevoli spunti a cui riallacciarsi, e qui ci viene raccontata una storia, non tralasciando eventi che trasbordano dal racconto di fondo, ma importanti per capire l’evoluzione o il prodigio che è dentro e fuori di noi, una storia che si costruisce pezzo dopo pezzo, ispirata dall’amore vissuto o immaginario, una storia comune a tutti e miracolosamente unica perché appartenuta a qualcuno di noi, autore o lettore, inventore o protagonista..."
*
Potrei dirvi di quanti attraversano i binari per scegliersi il posto migliore.
Per alcuni è nella direzione del viaggio, con le spalle alla stazione, per altri è accanto a una ragazza. La donna riccia che col collo lungo se chiude gli occhi si addormenta e si dimentica.
Il vecchio stempiato - chi sa chi è stato a metterlo sul treno - coi calzini spaiati uno bianco, uno crema. Chi non ha il biglietto finge d’essere straniero.
Ma lo studente lato finestrino, che evidenzia di giallo le fotocopie, perché non si distrae? Cosa è successo?
Vorrei dirvi d’essere diverso eppure anch’io non vedo l’ora di scendere in banchina per cercare nelle tasche, spegnere e riaccendere la sigaretta.
*
La fine del liceo
Nel tallone nudo di una compagna di classe che non vedo da dieci anni rileggevo la fine del liceo
o l’inizio dell’estate. Lei saliva sul tram tenendosi alla sbarra con la sua mano destra e l’altra dentro un libro.
Io l’ho guardata da dietro gli occhiali da sole ma poi è scesa di corsa alla prima fermata
come se almeno uno di noi non fosse mai esistito.
*
Milano
Ho ritrovato la Milano della pioggia sul naviglio ed in quella ferita così lunga, così profonda
mi sono lavato le mani.
Poco più in là i canottieri in fila ci tagliavano la strada.
E mai sapranno chi eravamo.
*
Eppure ogni tanto ci incontravamo nei giardini notturni vicino alla fontana illuminati appena da una finestra.
Qualcosa ci faceva felici ma non abbastanza da svegliarci.
Qualcuno accendeva altre finestre e rumoreggiava in bagno o in cucina ma non c’era mai abbastanza luce per ricordarci cosa stessimo cercando.
Eppure ogni tanto ci svegliavamo. ________________________________________________
Giovanni Catalano è nato a Palermo nel 1982. Ingegnere elettronico, attualmente vive e lavora a Milano. Questa è la sua opera prima.
La trama e le recensioni di Il buio alla finestra, romanzo di Antonio Mazziotta edito da Il Filo. Il Buio alla Finestra racconta alcuni frammenti della storia di due ragazze Gioia e Tania, due vite parallele segnate da un diverso destino. Le loro esistenze, unite da una profonda amicizia, si contrappongono: l’una sognatrice e poetica, l’altra immediata e pratica. La vita di entrambe, in questi passaggi del racconto, è attraversata, segnata nel profondo dal fuoco vivo dell’amore per due uomini, Andrea e Paolo, compagni premurosi e fedeli. Ed è proprio l’amore il vero protagonista, quel tutto che va oltre l’esistenza, ne sconvolge le regole e si svela spesso in modo inatteso.----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Nota Biografica Mazziotta Antonio è nato a Torino il 7 febbraio 1972. Cresciuto nella provincia di Cagliari, dal 1990vive e lavora vicino Bologna. ‘Il Buio alla finestra’ è il suo primo romanzo.ISBN-13:9788856707427
Un giovane studente investigando sulla morte di un professore della sua università viene a contatto con una agenzia investigativa molto particolare, guidata da una vampira e da un misterioso aiutante. Il giovane viene coinvolto in una antica faida fra la vampira ed il suo acerrimo nemico e sperimenta sulla propria pelle la trasformazione in creatura della notte. Cercherà una via di salvezza per sé e per i suoi amici utilizzando i poteri derivati da questa nuova condizione.
Antonio G., giovane siciliano laureato in giurisprudenza e praticante presso un importante studio legale della sua città, una mattina si sveglia e si accorge di aver subito una metamorfosi: è diventato Totò Cuffaro.
Queste nuove sembianze sconvolgeranno la vita di Antonio, ma non quella di chi gli sta accanto.Il turbamento iniziale lascia ben presto il posto all’indifferenza: una tale trasformazione sembra ordinaria nella Sicilia di oggi.
Prende il via dalla famosa metafora kafkiana, “Totomorfosi” , un bozzetto satirico capace di indagare con un una leggerezza a tratti amara le convenzioni, i mali e le tentazioni con cui i siciliani si trovano ogni giorno a fare i conti.
Le situazioni paradossali si alternano a spaccati di vita quotidiana in cui è facile riconoscersi, sfilano sulla scena personaggi e maschere della nostra Italia, situazioni tipo ma intensamente vere. Un libro per riflettere, col sorriso, sulla Sicilia e sull’Italia tutta.
La pubblicazione in rete dei primi due capitoli in anteprima su un largo circuito di siti e blog ha dato vita a un intenso dibattito a cui hanno partecipato centinaia di navigatori, che, accogliendo l’invito dell’editore, hanno contribuito alla scelta del titolo. “Totomorfosi” è il titolo suggerito e votato dai lettori.
Renato Polizzi (Erice 1977) vive, lavora e legge a Marsala. Per la Navarra Editore ha già pubblicato una raccolta di articoli di satira di costume dal titolo “Riso all’ortica, racconti satirici su Marsala” (2004).
Una raccolta di racconti sul disagio di vivere. Storie di donne ed uomini a prima vista inquadrati nella quotidiana banalità. Professionisti, medici, spie, impiegati, lsu, con un lavoro, un reddito, una famiglia, una maschera sociale, ma che con un’epifania – a lungo covata sotto la coltre di un disagio appena percepito – di colpo scoprono quanto estranea sia la realtà e dura e violenta e volgare e solitaria e senza speranze. Così fulminati, vi si ribellano e costruiscono un personale riscatto, ciascuno a suo modo: rifugiandosi in onanismi erotici, nella rabbia, nella vendetta immotivata, nella surreale rappresentazione del proprio lavoro, nel rifiuto della fine di un amore od in hobby improbabili, ma proprio per questo, tornasole di lucida follia. Fulminati, sì, ma in un guazzabuglio di emozioni e sentimenti. E non serve chiedersi cosa ci sia di verosimile o di vero in queste storie, perché la realtà è sempre lì – con le sue vicende di ordinario orrore – a spiegarci come sotto il perbenismo e la routine d’ognuno, si apra un abisso fondo di nichilismo, una santabarbara pronta a trasformarsi, se fulminata da un refolo di follia, in un big bang tragico e violento. Perché viviamo tutti in un mondo barbaro, cinico e baro, in cui – a dispetto della socialità da televisione – ciascuno di noi è una monade sola, esposta alle intemperie di questo tempo da fulmini.
Gli autori, di formazione culturale diversa e di esperienze di vita differenti, raccontano i loro 'fulminati' ora con ironia, ora con taglio cronachistico e crudele, senza tuttavia privarsi di una 'pietas' di fondo, dalla vena, a volte, surreale e poetica.
"Fulminati” è un memento sulla follia dentro cui viviamo tutti, in ogni nostro giorno, senza tuttavia accorgerci dell’imbarbarimento progressivo dal quale siamo assediati e della catastrofe prossima ventura sempre più vicina.
Elio Carreca
Sotto la rassicurante copertura del funzionario regionale, si nasconde un nevrotico marcio e un narratore dal tratto elegante, a volte poetico. Già autore di “La carnagione delle bionde”
Sandro La Rosa
Un iroso attaccabrighe che si crede scrittore. Ha avuto un piccolo successo con una raccolta di racconti di sesso e cucina e da allora è difficile tenerlo a bada. Già autore di “Inviti a cena. Storie siciliane di sesso e cucina”
Antonio Musotto
Specialista in microstorie di alienazione urbana. E’ il più disturbato dei tre. Inquietante come le sue storie. Dovreste conoscerlo. A pensarci bene, meglio di no. Già autore di “Chimiche interiori” – Navarra Editore
“Tra le poche carte sfuggite alla perquisizione fatta a casa di Peppino, dopo la sua morte, è stato trovato un piccolo blocco di fogli con queste poesie. La prima edizione è stata pubblicata, nel 1990 da ILA PALMA, con un'introduzione di Aurelio Grimaldi. Il regista, tra l'altro scriveva: "Le poesie di Peppino sono forti, prosaiche, ritmiche, i versi sono giocati con la punteggiatura: poco liriche, potenti, dirette. Alcune le ho trovate bellissime, altre meno originali; tutte mi hanno detto tantissime cose. C'è dentro più morte che vita; più tristezza che felicità; come in tutti quelli che amano troppo la vita". Quel libretto è ormai introvabile, ed è un pezzo per collezionisti ed amatori. Per questo abbiamo deciso di ripubblicarlo.” (Dalla prefazione del libro Salvo Vitale).
Amore Non Ne Avremo raccoglie gli unici versi poetici scritti da Peppino Impastato e le foto che lo riguardano, tra le quali alcune assolutamente inedite.
Fiori di Campo
collana realizzata dalla casa editrice Navarra Editore in collaborazione con l’Associazione Culturale Peppino Impastato onlus – ‘Casa Memoria’ (Cinisi – PA) e diretta da Guido Orlando. Nasce per raccogliere le voci e tracciare i profili di tutti quegli uomini, più o meno noti, che si sono battuti per la legalità, la lotta alla mafia e l’uguaglianza.
Nella stessa collana “Amore non ne avremo. Poesie e immagini di Peppino Impastato.”, “Felicia. Tributo alla madre di Peppino Impastato” , Poster di Peppino Impastato, “Danilo Dolci. La Radio dei Poveri Cristi.”
Mamma Pinù è la protagonista di questo romanzo breve dai toni delicati, descritta dalla voce narrante della sua affezionata nipotina che, ormai adulta, ci accompagna in un percorso di ricordi di famiglia, ambientati nella cornice di un appartamento in vicolo Puccini, a Palermo. Qui mamma Pinù vive insieme alla sorella Filomena e accoglie spesso le due nipoti, deliziandole con i suoi manicaretti. Ognuno dei dodici capitoli del romanzo vede quindi mamma Pinù, ora nel ruolo di nonna tutta pepe, ma sempre attenta tutrice delle due bambine, ora in quello di maestra dell’arte culinaria siciliana, in cui ogni pietanza è il risultato di cura, fedeltà alla tradizione e, soprattutto, dono di sé.
Frammenti di memoria da gustare come forchettate di cibi fumanti, intensi come spezie, unici come le ricette a cui vengono affiancati. Dalla carne agglassata ai busi di casa, dalla pasta palina ai carciofi alla villanella, Vicolo Puccini stuzzica il palato e accarezza l’anima.
Claudia Sottile
nata a Palermo nel 1970, si laurea alla facoltà di Scienze Politiche con una tesi di ricerca sul carcere italiano e sul trattamento dei detenuti. Sin da bambina ama leggere libri d’ogni genere e si cimenta nella scrittura di racconti e poesie. Oggi, mamma di due bambini e di un terzo in arrivo, collabora con il marito nella sua agenzia di comunicazione come copywriter.
Questa è la storia della prima radio libera in Italia: il 25 marzo 1970 il segnale radiofonico di "Radio Sicilia Libera" rompe il monopolio di stato sulle trasmissioni via etere con un forte messaggio di denuncia del potere mafioso e clientelare che aveva attinto a piene mani dai soldi destinati alla ricostruzione della valle del Belice dopo il terremoto del 1968.
Il principio ispiratore è quello di una “radio della nuova Resistenza”, sul modello delle radio-ombra clandestine che avevano reso possibile l’informazione tra i partigiani della seconda guerra mondiale. È quindi un’informazione dal basso, come espressione alternativa, nei confronti di uno stato assente. “Chi tace è complice”, scriveva Danilo sui muri in quegli anni e il suo non tacere, il suo dar voce a chi non ha mai avuto possibilità di farsi sentire è un invito a non rendersi complici del silenzio con il silenzio.
Un viaggio importante e ricercato nelmondo dei Cantastorie siciliani in un nuovo avvincente saggio della Navarra Editore
Un viaggio nelmondo dei Cantastorie siciliani, un universo in cui la poesia, accompagnata dalla musica, diventa strumento di comunicazione. Dal Medio Evo alla Riforma protestante, dalla Corte di Federico II ai giorni nostri, i Cantastorie hanno da sempre rappresentato la voce del popolo. I menestrelli perseguitati di Provenza approdano in Sicilia, dove due culture estremamente diverse, ma entrambe straordinarie e preziose, si fondono influenzandosi a vicenda. Il genio creativo dei provenzali, arricchito dagli aromi arabi della Terra baciata dalle Muse, eleva la poetica siciliana a vera arte, nella forma della ballata: storie di amori, tradimenti e denunce di ingiustizie, impreziosite di volta in volta dal racconto orale dei Cantastorie. Un saggio romanzato, in cui la figura del trovatore si trasforma nel tempo: i Menestrelli, i Cantastorie Orbi,i Cuntastorie e i Pupari fino ai contemporanei Ignazio Buttitta, Ciccio Busacca e Nonò Salamone, con i loro versi hanno cantato da sempre il mondo che li circondava, anche con il suo dolore e le sue ingiustizie.
Lina Vizzini
Personalità eclettica e poliedrica, Lina Vizzini è impegnata attivamente come attrice e autrice di testi teatrali in lingua italiana e in dialetto, attraverso i quali fa rivivere l’incanto di tempi passati e affronta temi di spiccato interesse culturale e sociale.
Ha vissuto diverse esperienze formative, ha curato laboratori teatrali nelle scuole e ha cercato di comunicare, attraverso il palcoscenico, le sue emozioni e le “essenze” della sua vita.
“Storie di cantastorie” è un saggio romanzato, attraverso cui, ancora una volta, si alza il suo grido di amore per la gente che soffre.
Questa è la storia di Mimma Lupo, un racconto d’amore, tragedia e soprattutto onore. Un fatto vero che appartiene al passato, al tempo in cui le donne siciliane subivano abusi e violenze, di fronte alle quali dovevano chinare il capo in silenzio. Uno spaccato di vita che abbraccia un periodo storico diverso dal nostro, fatto di pensieri, parole e moralità difficili da cambiare, in cui il sopruso e l’onore la fanno da padrone. L’amore di Mimma per Giovanni, giovane brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, costellerà tutta la sua vita, nonostante venga calpestato e distrutto da forze antagoniste contingenti e dai dettami sociali. Questa è la storia di una triste odissea di lotta e rassegnazione, dove i pregiudizi della gente insieme al falso senso dell’onore e dell’onorabilità fanno sì che anche gli avvenimenti più spietati siano accettati con un senso di determinismo cosmico, purtroppo ancora oggi imperante in alcune zone della Sicilia. La forza degli ideali, e soprattutto dell’amore, incita a sopravvivere, ripagandoci a volte dei torti subiti; ed anche Mimma, o meglio detta “la mamma dei carabinieri”, avrà la sua rivincita.