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L'arroganza dell'impero. Perché l'Occidente perderà la guerra al terrorismo

Michael Scheuer

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L'arroganza dell'impero. Perché l'Occidente perderà la guerra al terrorismo

Autore: Michael Scheuer - Editore: Tropea , 2005

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Prezzo: €18.50

Autore: Michael Scheuer
Editore: Tropea , 2005

Breve recensione:


Non c'è superiorità militare che tenga quando non si conosce la vera natura del nemico. Per questo gli Stati Uniti perderanno la guerra al terrorismo. Da dieci anni il potere americano dipinge bin Laden come un fanatico alla testa di una setta sanguinaria, animata da un odio viscerale per i valori occidentali. Ma c'è molto più pragmatismo nella strategia del capo di al-Qaeda che nella crociata per la libertà e la democrazia voluta da Bush. L'America è nel mirino del "principe del terrore" non per quello che è, ma per quello che fa: per il sostegno incondizionato a Israele, la sete di petrolio a basso costo, la crescente presenza in Medio Oriente, l'alleanza con paesi come Russia e India che opprimono le minoranze musulmane. Per anni Washington ha sottovalutato il pericolo e all'indomani dell'11 settembre, quando l'offensiva non poteva più farsi attendere, ha dichiarato una guerra ideologica che ha perso di vista i veri obiettivi da colpire. Sferrato con un mese di ritardo, l'attacco in Afghanistan ha lasciato a bin Laden il tempo per una comoda fuga, trasformandosi nell'assurdo tentativo di portare la democrazia 'manu militari' in un paese retto da gruppi tribali. Il successivo intervento militare in Iraq ha avuto come unico risultato la radicalizzazione dello scontro tra sciiti e sunniti, due anni di guerriglia spietata e l'esplosione di un odio antioccidentale che cresce di giorno in giorno. Per l'ex analista della CIA Michael Scheuer il verdetto è chiaro: gli Stati Uniti sono il migliore alleato della strategia del terrore. L'arroganza imperiale americana ha fatto di bin Laden l'unico leader riconosciuto dai combattenti islamici di ogni paese. È vitale una brusca inversione di rotta a base di realismo politico, l'adozione di una strategia allo stesso tempo più ferma e più moderata. Da un lato, occorre riconoscere che sugli Stati Uniti incombe una minaccia mortale: al-Qaeda non esiterà a usare armi di distruzione di massa per annientare il suo nemico e il governo americano non può più lasciarsi sfuggire bin Laden, come è avvenuto in almeno dieci occasioni. Dall'altro, è indispensabile rimuovere le ragioni dell'odio islamico per l'Occidente, limitandosi a garantire la sicurezza del popolo e del territorio americano e rinunciando alla pretesa di estendere le istituzioni liberal-democratiche al mondo intero.


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