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Storia d'Italia nella guerra fascista. 1940-1943

Giorgio Bocca

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Storia d'Italia nella guerra fascista. 1940-1943

Autore: Giorgio Bocca - Editore: Mondadori , 1996

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Prezzo: €17.00

Autore: Giorgio Bocca
Editore: Mondadori , 1996

Breve recensione:


Con la stessa forza narrativa che caratterizzava la Storia dell'Italia partigiana, Giorgio Bocca affronta nella Storia d'Italia - uscito per la prima volta nel Settembre 1969 - la partecipazione italiana al secondo conflitto mondiale. Pur dedicando ampio spazio alle vicende militari, Bocca traccia sopratutto un ritratto della società italiana negli anni 1940-43. E' questa l'idea centrale dell'opera: la seconda guerra mondiale ha messo in luce il divario, occultato da venti anni di retorica fascista, tra una società e una cultura ancora sostanzialmente preindustriali e il mondo delle tecnologie sviluppate, della cultura scientifica, che apparteneva al nemico e all'alleato.
Mussolini era un Cesare di cartapesta, un tribuno disinformato? In parte no, e lo dimostra il periodo della 'non belligeranza', il tentativo estremo di non farsi coinvolgere in un conflitto impari, la convinzione che la corsa agli armamenti fosse persa e che raggiungere la potenza nazista fosse ormai impossibile. La dichiarazione del 10 Giugno 1940 non fu dunque una decisione militare ma un calcolo politico sbagliato, dettato dalla volontà di "puntare sula vittoria tedesca anche per evitare la punizione tedesca". Inizia così la lunga guerra del "voglio ma non posso", che precipita il paese in un sanguinoso conflitto: le avventate decisioni dei comandi militari - attacco alla Francia, occupazione della Jugoslavia, invasione della Grecia e invio di un corpo di spedizione in Russia - tradiscono il vuoto esistene dietro la facciata del regime.
Malgrado le prove di coraggio e di professionalità dei corpi speciali, dei mezzi di assalto della Marina, dei paracadutisti e di alcune divisioni alpine, in Italia si fa strada l'idea che è comunque preferibile una sconfitta, e una vittoria degli alleati, al sistema razzista e concentrazionario che i tedeschi stanno mettendo in pratica nell'Europa occupata.
E' forse questa la spiegazione della resa finale, del 'tutti a casa', della resa di Pantelleria e della base di Augusta, della Sicilia occupata in pochi giorni, della scomparsa dell'esercito italiano, di decine di migliaia di soldati che si arrendono ai tedeschi.
"Una storia di cose e di uomini a volte eroici, spesso mediocri, dentro una tragedia epocale che ha visto il tramonto del dominio europeo nel mondo, la fine dei nazionalismi in Europa, l'avvento delle superpotenze e dell'equilibrio del terrore atomico, fino all'attuale crisi delle democrazie."


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