Non solo un giallo dai riflessi noir, ma il presagio di un mondo il cui passato presto svanirà nell’effimera vita di uno stile di comunicare senza più carta, senza più inchiostro.
La rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle passate generazioni in geroglifici incomprensibili. Per questo motivo il giovane ispettore Loreta Assensi, poco più che trentenne, è costretta a chiedere aiuto per risolvere un insolito caso d’omicidio. Insolito a partire dall’arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l’unico indizio è un’ingiallita lettera vergata a mano che l’antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla è un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Sarà proprio lui a farle intraprendere un viaggio che la porterà da Riese Pio X sino alle rive scaligere dell’Adige, passando dalle limacciose sponde del Riò Paranà e ricostruendo una straordinaria storia d’emigrazione trasversale a ben tre generazioni.
La filografia è la vera protagonista di questo romanzo di Marco Nundini che, sospeso tra passato e futuro, ci offre il presagio di una società che, abbandonato il corsivo per la scrittura digitale, ha bisogno di un Filografo per risolvere un'indagine fatta di scatole cinesi, di chiari e di scuri, di inaspettatati cambi di location e di lingua. Un racconto che dal terzo capitolo aumenta via via di ritmo per farsi racconto serrato ed avvicente sino a tingersi di nero in un finale decisamente a sorpresa. Un giallo filografico in piena regola in un mondo dove conserviamo traccia della missiva galante di un imperatore di tremila anni fa e nulla sappiamo conservare di un passaggio d'amore fatto di messaggi sms.
Vite Cosive di Marco Nundini
Ibiskos Editrice Risolo
Euro 13 - 180 pagine
ISBN 9788854604483